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    Fantoni: “Potremmo giocare con quattro attaccanti”


    Sabato 18 febbraio 2012


    Federica Pisani 18/02/2012

    La consueta conferenza stampa pre-partita non è tenuta nè da Perrone - che domani sconterà il turno di squalifica - né da Susini, in quanto è dovuto partire per Roma per motivi personali; così si presenta colui che domani guiderà il Salerno in campo, il preparatore atletico Sandro Fantoni che, tra l’altro, è anche in possesso del patentino da allenatore. Gli viene chiesta subito una presentazione di quanto fatto nel mondo del calcio. “Ho iniziato nell’88/89 facendo il ricercatore nella Lazio, ho continuato ricoprendo il ruolo di preparatore atletico a Latina e Voghera; sono partito dai dilettanti fino ad arrivare alla serie B e alla serie A, quando sono andato per due anni in Cina con mister Materazzi. Ho allentato Ravenna, Fermana e Siena, il più delle volte subentrando e raggiungendo salvezze insperate o addirittura con il Novara accedendo ai play off e vincendo campionati con lo stesso Novara ed il Como“. Domani sarà lui a guidare il Salerno, ecco come la squadra sta preparando la partita con mister Perrone: “ormai dopo tutti questi mesi che stiamo lavorando insieme basta una semplice occhiata, abbiamo concordato gli eventuali movimenti da fare e le eventuali sostituzioni durante la gara, vedremo a fine partita“. Per quanto riguarda la formazione, domani la squadra potrebbe scendere in campo schierando tutto il suo potenziale offensivo, con la presenza contemporanea di Caputo, De Cesare, Mounard e Biancolino, come confermato dalle parole dello stesso Santoni: ” si sta cercando di rafforzare il potenziale d’attacco e di sfruttare le caratteristiche di tutti i giocatori; il mister sta cercando il modulo giusto, non sarà facile. Domattina scioglieremo tutti i dubbi, potremmo giocare anche con due under in difesa. Montervino probabilmente giocherà a centrocampo; decideremo domani, può darsi che ci sarà l’inserimento di Maglione o lo spostamento di Montervino, lui è un jolly. Vediamo se trovare la soluzione interna o attuarla durante la partita“. Ma la squadra riuscirebbe a supportare quattro attaccanti? “Penso di sì, la squadra è in grado di sostenere quattro punte. Io domani sarò un interprete, è il mister che ha curato la partita durante la settimana. Se ha scelto questo modulo è perché ha visto nei ragazzi la possibilità di poter schierare questo tipo di formazione; il sacrificio va fatto da tutti, a partire dagli attaccanti qualora dovessimo schierare quattro punte“. Essendo il preparatore atletico, gli viene chiesto come mai i calciatori hanno spesso subìto infortuni muscolari: “il Salerno Calcio è una società nata l’8 agosto con il ritiro di Fiuggi dopo tanti sacrifici da parte dei presidenti Lotito e Mezzaroma che si sono sobbarcati in questa avventura. Dal primo allenamento ad adesso saranno rimasti due o tre ragazzi. Quando abbiamo pianificato i piani di allenamento con lo staff medico ed il mister sapevamo che ci sarebbero state delle difficoltà che non si sono verificate subito, ma va compreso che un periodo preparatorio per una squadra di calcio non è di quindici venti giorni; per giunta immaginate che in quindici giorni c’è stato un arrivo continuo di atleti che, anche se si erano allenati individualmente, dovevano essere inseriti nell’ambito lavorativo e nel gruppo. Ce lo aspettavamo e ci aspettavamo anche altri tipi di infortuni. Questo, è ovvio, non sono scusanti ma abbiamo lavorato con la massima professionalità e dobbiamo ringraziare anche i ragazzi che si sono messi a disposizione ed hanno - tra le righe -sofferto insieme a noi. Partire subito e trovare venti giocatori che ragionano alla stessa maniera e che devono interpretare il pensiero del mister e del preparatore durante questo periodo non è facile. Adesso la squadra è prima in classifica e sta bene, è vogliosa e si può essere solo ottimisti per quanto riguarda il futuro“. Fantoni è una persona che sente la partita in maniera diversa da mister Perrone; hanno due personalità differenti e vive questo momento in modo molto tranquillo: “Sono una persona con un temperamento focoso che fa parte della mia personalità e del mio modo di vivere e di essere, ma tutto quello che viene fatto in panchina viene fatto in maniera premeditata. Nel momento di stare calmi cerco di trasmettere calma e serenità ai ragazzi, nel momento in cui c’è bisogno di dare uno scossone esagero magari un po’ di più con l’atteggiamento, ma non mi lascio di certo influenzare dal fare l’allenatore domani. Già mi è capitato di sostituire allenatori più birbaccioni come Verdelli o Di Chiara che spesso andavano incontro a squalifiche domenicali e quindi non mi trovo assolutamente in difficoltà. Cerco di trasmettere la mia personalità ai ragazzi. Sto vivendo questo momento con massima tranquillità, non sono inserito in un ambiente che non conosco. Sono a contatto quotidianamente con i ragazzi e non trovo nessuna difficoltà a dover ricoprire questo momentaneo ruolo che non è il mio“.
    Sull’infortunio di Nicodemo: “il primo infortunio è stato di tipo post-traumatico: durante un allenamento è caduto ed ha avuto un problema al ginocchio; l’ultimo infortunio subìto è invece tendineo. Però va fatta una lode a Nicodemo perché nonostante tutto questo è sempre vicino ai ragazzi, vive lo spogliatoio e trasmette una carica incredibile. Sarebbe giusto e doveroso domani dedicargli - speriamo! - la vittoria contro il Sant’Elia. In maniera più tecnica a questa domanda dovrebbe rispondere il medico“. Sulla maglietta con cui domani la squadra scenderà in campo, visto che negli ultimi giorni si è parlata di un’eventuale maglia bianco-celeste a righe verticali, Fantoni risponde: “credo che giocheremo con la maglia blu granata, perchè dipende sempre dalla squadra che dobbiamo affrontare“. Sul ricorso del Sora: “so che l’affronteranno la prossima settimana; in ogni caso siamo tranquilli e fiduciosi“. Infine Fantoni fa un elogio ai tifosi: “voglio fare i complimenti al pubblico, specialmente quello della curva sud che è eccezionale. Io credo che non sia facile per un gruppo di tifosi con la mentalità di lottare per la serie B, ritrovarsi - di punto in bianco - l’anno successivo a giocare il campionato interregionale. Vanno fatti i complimenti a queste persone che vengono ogni domenica allo stadio. Ricordo la partita contro il Civitavecchia quando, nonostante fossimo sotto di un gol, cantavano ed hanno continuato a cantare senza fermarsi. Penso che in qualsiasi altro stadio sarebbe calato il silenzio mentre loro hanno continuato ad incitarci. Sono persone eccezionali: il pubblico di Salerno merita quanto prima di ritornare tra i professionisti. Spero che vengano più ragazzi che mai allo stadio“.














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